Correre sulla neve

È da tanto che avevo voglia di correre sulla neve.
Purtroppo Firenze si trova nelle “flatland” della toscana, e qui da noi non nevica quasi mai.
Se poi a questo aggiungiamo anche i vari lockdown, correre sulla neve diventa un sogno: quando sui monti c’è neve, non ti puoi muovere. Quando puoi uscire dal comune per andare a correre su qualche monte. non c’è neve.

Poi però la Befana ti fa il regalo: ti svegli e piove, ci sono nuvole basse sulle colline, il cielo è bianco latte, e pensi che oggi sarà davvero dura uscire per andare a correre. Ti convinci per un po’ di ripetute, vicino casa (tanto c’è il lockdown e non puoi andare a Fontesanta) e inizi a vestirti. Decidi di mettere anche la Bonatti, perchè piove bene, e fa pure freddo.

Selfie con la neve su Monte Fanna

Esci, fai partire il Garmin e inizi a correre a passo lento: un po’ di riscaldamento ci vuole, anche se non fa così freddo, e non piove nemmno così tanto.

Arrivi sull’Arno, dove dovresti iniziare a correre le ripetute e… miracolo, le nuvole si aprono un po’ e sulla collina di fronte c’è neve!

Immediato cambio di programma: si va alla ricerca della neve!
Non avevo acqua, non avevo gel, non avevo nemmeno scarpe da trail, ma solo le Glycerin ormai finite.
A occhio la neve dovrebbe essere intorno ai 300m di altezza (in realtà poi la troverò a quasi 500). Visto che non ero attrezzato, decido di fare solo asfalto, almeno finchè sarà possibile, ma di evitare il più possibile il traffico.
Salgo da stradine strettissime (e con una pendenza assassina) da cui non ero mai passato prima, passando da Settignano, piccolo paesino che deve il suo nome all’imperatore romano Settimio Severo, Montebeni e poi Castel di Poggio e Villa Peyron (con il suo giardino di Fontelucente).

Villa Peyron con i tetti imbiancati di neve, il parco di Fontelucente e Firenze sullo sfondo
Villa Peyron e Firenze sullo sfondo

Purtroppo però dopo 6 KM e quasi 400m di salita, la neve ancora non si vede, o quasi.

Anzi, un po’ preso dallo sconforto, stavo per accontentarmi di pesticciare (di correre non se ne parlava proprio) quella poca neve che c’era a bordo strada, ma fortunatamente, ho deciso di alzare gli occhi.

Il bosco, sulla collina più in alto, era imbiancato di neve.

È tardi, dovrei tornare a casa, per arrivare all’ora giusta per il pranzo, ma ho aspettato troppo questo momento.
Riprendo a correre: un’altro centinaio di metri di dislivello, per arrivare sotto Monte Fanna, dove c’è uno spiazzo che conosco molto bene, perchè da qui partivano delle bellissime discese freeride verso vincigliata (roba di quasi vent’anni fa e di cui ne ho parlato qui).

E finalmente la neve!

Neve su Monte Fanna

Ormai è tardi, e non c’è tempo per correre sulla neve: per tornare a casa decido però di scendere da Vincigliata, con la strada che costeggia l’omonimo castello, sotto una pioggia che diventa via via più insistente, (fortunatamente la Bonatti ha fatto il suo lavoro).

Che dire… è stata davvero una giornata stupenda!

Mappa con il tracciato della corsa
Il tracciato della corsa

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